L'Ocarina Museo Laboratorio

 

Indirizzo Via Bologna, 16 - Loc. Grillara di Ariano nel Polesine (RO)
Telefono 0426/78291 - 338/4590314
E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Visite guidate e laboratori didattici Il Museo laboratorio è visitabile tutti i giorni, si consiglia la prenotazione
Informazioni ocarine del poE' storia risaputa che, tempo fa, tutti i ragazzi e gli adulti del Delta si sporcavano le mani giocando col "tivaro", il nome dialettale dell'argilla, creando oggetti da utilizzare come giocattoli o come o come suppellettili e nella loro massima espressione artistica come strumenti musicali. Questa premessa è necessaria per introdurre l'idea di una famiglia, che è diventata un'istituzione, un vero "faro" nell'area del Delta, una famiglia che da quasi un secolo lavora l'argilla creando dei gioielli unici di terracotta, ai quali viene donata la vita e la voce attraverso le note armoniose delle ocarine e le curiose forme ed il suono dei fischietti. Negli anni 80 e 90 la passione diventa sempre più coinvolgente e le visite al laboratorio diventano sempre più numerose e l'azienda entra prima nel circuito delle fattorie didattiche di Coldiretti e successivamente entra a far parte del sistema museale della Provincia di Rovigo Nel marzo del 2010 in concomitanza con il centesimo compleanno del capostipite Idelmo Fecchio, l'inaugurazione e la creazione di una sorta di museo/collezione che raccoglie gli oggetti "nati" dalla manipolazione dell'argilla e conservati negli anni come cimeli, grazie a un finanziamento dell'Ente Parco è stato creato un percorso espositivo storico-didattico - musicale con teche monotematiche e pannelli illustrativi. A completamento del percorso, per chi lo desidera, sarà possibile partecipare a un laboratorio di attività manuale, guidati passo dopo passo da Benvenuto, per creare la "propria opera d'arte".
Per saperne di più www.ocarinadelpo.it 

 ocarine

Il Centro Visitatori del Parco di Porto Viro

 

Indirizzo Piazza Matteotti, 3 - Porto Viro (RO)
Telefono 0426/372261
Giorni e orario di apertura

 Il centro è attualmente sede operativa dell'Ente e gli uffici sono aperti dal Lunedì al Venerdì: dalle ore 9.00 alle ore 13.30 e il Martedì e il Giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.30 

Dal 27 marzo a ottobre il punto informativo è aperto il sabato dalle 15.00 alle 18.30  e la domenica dalle 9.00 alle 12.30, nei mesi di luglio e agosto anche il venerdì dalle 15.00 alle 18.30

 

Visitor.center1-800Il Centro e stato realizzato grazie al Progetto cofinanziato dall'Unione Europea mediante il Fondo di Sviluppo Regionale. Iniziativa comunitaria Interreg IIIA Italia Slovenia 2000/2006 Progetto a Regia Regionale Coast to Coast - Sezione Realizzazione di un Centro Visitatori e Sala Congressi/Auditorium nell'area del Delta del Po.

Il Centro è anche la sede dell'Ufficio Interegionale di coordinamento del Progetto NATREG.
La struttura è posizionata all'ingresso di Porto Viro all'uscita dalla S.S Romea, si presenta come la vetrina tecnologica del Parco, oltre a un grandissimo diorama con la riproduzione del Delta del Po, una sala riunioni, un punto informativo è dotata di maxi schermi con touch-screen per poter dare al turista le prime informazioni sul Parco. 

Le dune fossili di Grillara

 

Dune fossili di San Basilio e Grillara

L'evoluzione del territorio di San Basilio
Le dune fossili presenti in località S. Basilio e Grillara, nel Comune di Ariano nel Polesine, fanno parte del sistema di cordoni dunosi litoranei di età preetrusca, etrusca e altomedievale che si sviluppavano dall'Adige fin oltre Comacchio, e delle quali oggi rimangono sporadiche testimonianze sia in territorio polesano che ferrarese.
Intorno al X secolo a. C., infatti, il territorio di San Basilio era molto diverso dall'attuale, caratterizzato da una linea di costa contraddistinta da dune di sabbia vegetate in cui metteva capo il ramo settentrionale di uno dei corsi più antichi del Po, il Po di Spina.
In epoca romana sfociava un ramo del Po probabilmente riconducibile all'Olana citata da Plinio.
Nel Medioevo, a causa dell'esondazione fluviale avvenuta in seguito alla “rotta” di Ficarolo, si assiste ad un più rapido avanzamento della linea di costa e alla formazione di nuovi territori emersi proprio nell'area di San Basilio.
La conformazione dei cordoni litoranei, pertanto, si modifica in una forma più arcuata in cui sfocia il ramo più meridionale del Po di Ariano.

L'escavazione della sabbia, lo spianamento di dune alte anche una decina di metri per la successiva coltivazione dei terreni rappresentano le cause di un degrado profondo e irreparabile di questi sistemi dunosi che, in molti casi, sono stati pressoché eliminati.
E' questo il caso delle dune dell'Isola di Ariano che, differentemente da quelle nei comuni di Rosolina e Porto Viro, sono state per la maggior parte livellate fino ai tempi recenti. Di queste dune, sono stati preservati stretti e isolati lembi sabbiosi, peraltro minacciati dalle colture agrarie e in alcuni casi da qualche cava di sabbia. Questi relitti dunosi sono importanti sia sul piano storico che paesaggistico ed economico in quanto rappresentano vere e proprie “isole” nel paesaggio circostante.

 

 

 


  1. Duna di Grillara
    Duna che ha subito le minori trasformazioni antropiche in seguito alle opere di spianamento e di urbanizzazione.
     
  2. Duna presso la tenuta Gozzi
    Situata presso la tenuta Gozzi, fra Grillara e San Basilio, è la duna che, a seguito delle opere di spianamento, ha subito le maggiori trasformazioni antropiche
     
  3. Duna presso San Basilio
    Si trova in prossimità della strada che collega San Basilio a Taglio di Po e per la sua ridotta estensione può essere paragonata a un isolotto selvaggio che emerge nel mare della piatta campagna sabbiosa. Il degrado della duna è stato impedito dalla localizzazione periferica e dall'attraversamento di una linea elettrica.
    Questa duna, insieme a quella di Grillara costituisce la testimonianza dell'ambiente e del paesaggio delle paleodune litoranee di Ariano nel Polesine.
     
  4. San Basilio
    In questo antichissimo sito di rilevante importanza archeologica, si trova l'omonima chiesetta risalente al IX - X secolo, ubicata anch'essa su una duna fossile.
     
  5. Rotta Martino
    La Rotta Martino, relitto di paleoalveo adiacente al complesso dunoso fossile di San Basilio, riveste un interesse di prim'ordine sotto il profilo geomorfologico, ambientale e paesaggistico. Costituisce l'unico bacino naturale chiuso d'acqua dolce presente nel delta padano a sud del Po di Venezia. Presenta una concentrazione di specie vegetali non comuni sul territorio.
     
  6.  Bosco Nichetti

Le dune fossili di Donada

 

437Le dune fossili di Porto Viro, comprese nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po, rivestono notevole importanza dal punto di vista storico, geomorfologico e naturalistico. Esse sono inoltre classificate come Siti di Importanza Comunitaria e soggette a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale.
Proprio per tutelare queste emergenze paesaggistiche e naturalistiche, una parte dell'area dunosa di Donada, di circa 24 ettari, è stata acquistata nel 1997 dalla Regione del Veneto, usufruendo di finanziamenti comunitari (Programma LIFE-DELTA PO).
L'area è stata quindi affidata al Servizio Forestale Regionale di Padova e Rovigo che vi attua una gestione di tipo didattico - conservativa strettamente analoga a quella del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri (Rosolina).
Grazie ad un successivo progetto LIFE NATURA è stato possibile effettuare la recinzione totale dell'area e vari interventi di manutenzione sentieri, realizzazione di piccole strutture e la visita e segnaletica. Con la collaborazione dell'Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po è stato infine possibile operare un ulteriore potenziamento delle strutture informative e didattiche.

Aspetti storici e geomorfologici

466Dal punto di vista storico e paesaggistico, le dune fossili di Donada permettono di identificare quello che, in età etrusca, era l'antico litorale adriatico.
L'avanzare della linea di costa causato dall'apporto di sedimenti del Po ha quindi isolato questi cordoni dunosi in mezzo alla campagna. Oggi le dune fossili rimaste costituiscono uno degli ultimi residui di quel vasto sistema di cordoni litoranei formatosi tra l'età pre etrusca e quella altomedioevale.
Questo vasto sistema, che includeva dune alte anche una decina di metri, è andato irreparabilmente distrutto per l'escavazione della sabbia e l'espansione delle attività agricole e produttive.
Le dune fossili di Porto Viro sono le uniche conservatesi nella provincia di Rovigo, assieme ai relitti dunosi esistenti nei Comuni di Rosolina (Volto) e di Ariano nel Polesine (Grillara e San Basilio).

 

 

 


La vegetazione

80Nelle dune fossili di Donada è da considerare senzaltro di rilievo la presenza di specie erbacee caratteristiche quali la Centaurea tommasini, la Scabiosa argentea, l'Osyris alba e rare orchidee quali Anacamptis pyramidalis, Orchis morio e Orchis simia. Sono inoltre riconoscibili frammenti di boscaglia termoxerofila che costituiscono i termini intermedi nell'evoluzione alla lecceta, riconducibili fitosociologicamente sia ai Quercetalia ilicis, con leccio (Quercus ilex), fillirea (Phillirea angustifolia), asparago selvatico (Asparagus acutifolius) e pungitopo (Ruscus aculeatus), che ai Prunetalia spinosae, con prugnolo (Prunus spinosa), ligustro (Ligustrum vulgare) e biancospino (Crataegus monogyna).
Paradossalmente la formazione vegetale di minore rilievo è quella più evidente, ovvero la pineta di pino domestico (Pinus pinea), risultato di un rimboschimento degli anni '40 e '50.

Per saperne di più: www.centrovisiteledune-portoviro.it 

La Golena di Panarella

 

IMG 8620compLa Golena di Panarella dal punto di vista ambientale è il risultato dell'azione dell'uomo e delle forze creatrici della natura. Notevole è il suo valore paesaggistico in quanto è la formazione golenale tra le più estese e rappresenta uno degli elementi più vari e suggestivi del basso corso del Po. Per soddisfare l'esigenza di conservazione, ma anche per educare il visitatore al rispetto dell'ambiente, l'Amministrazione Comunale di Papozze ha chiesto ed ottenuto in consegna dal Demanio dello Stato una superficie di poco superiore ai 20 ettari che gestisce in convenzione con il W.W.F. sezione di Rovigo. L'intervento di rinaturalizzazione, effettuato con il finanziamento comunitario Leader II, ha ulteriormente riqualificato l'intera golena, dotata ora anche di sentieri per la visitazione e l'osservazione della fauna.

Dal punto di vista vegetazionale, il rilievo fisionomico consente di suddividere l'area in tre zone: zona palustre, zona prativa, zona boscata.

 

Zona palustre
IMG 8843compComprende due estesi bacini di acque poco profonde. Vi compaiono vegetazioni pioniere su fanghiglie umide: Paspalum paspalodes, Anagallis acquatica, Ranunculus sceleratus, Juncus articolatus, Juncus bufanius, Lindernia anagallidea. Vegetazione acquatica: Potamogeton nodaus, Potamogetus crispus, Paspalum paspalodes, Eleocharis palustris, Schoenoplectus triqueter, Scoenoplectus tabernaemontani, Menta pulegium.

 

Zona prativa
Si tratta di aree prative distinguibili in base al grado di umidità. I prati umidi in prossimità degli invasi ospitano comunità erbacee quali: Juncus articolatus, Typhoides arundinacea, Paspalum paspalodes, Trifolium repens, Agrostis stolonifera, Epilobium hirsutum, arbusti di Salix alba. I prati su suolo moderatamente umido: Trifolium repens, Festuca pratensis. Le aree più a ovest, in particolare le scarpate arginali interne e dei sentieri, sono interessate da comunità erbacee xerofile.

Zona boscata
IMG 8744compComprende più superfici coincidenti con gli ambiti golenali non interessati dai recenti interventi. La vegetazione è un saliceto formato in massima parte da Salix alba, a cui si associano talvolta Salix purpurea, S. trianda e Populus alba.

 

 

 

 


Aspetti faunistici

Gli uccelli rappresentano l'aspetto faunistico di maggior rilievo, in quanto le zone palustri, boscate e prative richiamano una grande varietà di specie non solo nidificanti e svernanti, ma anche di passo, in quanto questi ambienti rappresentano una tappa ottimale per alimentarsi e sostare durante la lunga migrazione. Nella zona palustre il canneto offre protezione alla Cannaiola, al Cannareccione, al Basettino, al Migliarino di palude, al Tarabusino, al Porciglione, ai rari Tarabusi e Airone Rosso. Nelle zone più aperte sono presenti il Tuffetto, la Marzaiola, il Germano Reale, la Folaga, la Gallinella d'acqua, il Piro-piro, il Cavaliere d'Italia, la Garzetta, la Sgarza ciuffetto e il Martin Pescatore.
Più in alto, sui salici, nidificano il Pendolino, l'Usignolo di fiume, l'Usignolo, il Rigogolo e la Capinera.
La zona prativa dà nutrimento al Cardellino, al Verdone, al Verzellino, al Saltimpalo, all'Allodola e, in inverno, alla Pavoncella. Tra i rapaci diurni si segnalano la Poiana, il Falco di palude e durante l'inverno l'Albanella reale.

Visite su prenotazione
Per informazioni e prenotazioni:
W.W.F. di Rovigo - Tel. 0425/28159
Comune di Papozze - Tel. 0426/44230  

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