Le dune fossili di Ariano nel Polesine
Dune fossili di San Basilio e Grillara
L'evoluzione del territorio di San Basilio
Le dune fossili presenti in località S. Basilio e Grillara,
nel Comune di Ariano nel Polesine, fanno parte del sistema di cordoni
dunosi litoranei di età preetrusca, etrusca e altomedievale
che si sviluppavano dall'Adige fin oltre Comacchio, e delle
quali oggi rimangono sporadiche testimonianze sia in territorio
polesano che ferrarese.
Intorno al X secolo a. C., infatti, il territorio di San Basilio
era molto diverso dall'attuale, caratterizzato da una linea
di costa contraddistinta da dune di sabbia vegetate in cui metteva
capo il ramo settentrionale di uno dei corsi più antichi
del Po, il Po di Spina.
In epoca romana sfociava un ramo del Po probabilmente riconducibile
all'Olana citata da Plinio.
Nel Medioevo, a causa dell'esondazione fluviale avvenuta
in seguito alla “rotta” di Ficarolo, si assiste ad
un più rapido avanzamento della linea di costa e alla formazione
di nuovi territori emersi proprio nell'area di San Basilio.
La conformazione dei cordoni litoranei, pertanto, si modifica in
una forma più arcuata in cui sfocia il ramo più meridionale
del Po di Ariano.
L'escavazione della sabbia, lo spianamento di dune alte anche
una decina di metri per la successiva coltivazione dei terreni
rappresentano le cause di un degrado profondo e irreparabile di
questi sistemi dunosi che, in molti casi, sono stati pressoché eliminati.
E' questo il caso delle dune dell'Isola di Ariano che, differentemente da quelle nei comuni di Rosolina e Porto Viro, sono state per la maggior parte livellate fino ai tempi recenti. Di queste dune, sono stati preservati stretti e isolati lembi sabbiosi, peraltro minacciati dalle colture agrarie e in alcuni casi da qualche cava di sabbia. Questi relitti dunosi sono importanti sia sul piano storico che paesaggistico ed economico in quanto rappresentano vere e proprie “isole” nel
paesaggio circostante.
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