 |
I prodotti tipici del parco
I frutti della terra
Il riso: un'antica tradi zione del
delta
Il riso, prezioso alimento coltivato nel Delta già dal 1450,
rappresentava un alimento base per l'alimentazione dei polesani
dell'epoca.
I terreni paludosi, grazie alla famiglia degli Estensi, trovarono
largo impiego nella coltivazione del riso che si dimostrava l'unica
coltura adeguata alle condizioni ostili del territorio.
Con la bonifica dei terreni la produzione del riso nel Delta non
era più di tipo estensiva ed i lembi di terra dedicati a
questa coltura si limitavano solamente al basso Delta.
Per salvaguardare tale importante produzione e data l'ottima qualità del
riso locale, viene creata nel 1998 l'Associazione Risicoltori del
Delta del Po che raggruppa circa l'80 per cento delle superfici
coltivate costituite da ben 9.000 ettari dedicati oggi alla produzione
di riso Carnaroli, Arboreo, Volano e Baldo, appartenenti prevalentemente
al tipo Superfino della varietà "Japonica" e già iscritti
nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.
Le caratteristiche organolettiche del riso del Delta si distinguono
dagli altri risi prodotti in Italia. Qui il prodotto è infatti
influenzato positivamente sia dall'alta fertilità minerale
del terreno, perchè creatosi dai sedimenti apportati dal
fiume, che rende inutile l'uso di fertilizzanti, sia dalla brezza
marina che riduce i ristagni di umidità e la conseguente
formazione di funghi e ne ottimizza il gusto.
Ne risulta così un prodotto naturale e senza difetti, per
tale motivo la produzione di riso del Delta viene riconosciuta
come coltura di salvaguardia eco-ambientale ed è in attesa
del riconoscimento comunitario per l' IGP.
Il melone del Delta Polesano
Il melone: succoso, fresco, colorato, uno dei frutti per eccezione
dell'estate perché dissetante grazie all'elevata quantità d'acqua
contenuta al suo interno.
Di forma sferica od ovoidale, ha polpa giallo - rosato particolarmente
profumata e ricca di semi.
Il melone è importante per le proprietà nutrizionali, è infatti
ricco di betacarotene, ovvero vitamina A, ma anche di vitamina
B, C e PP, il tutto con un basso contenuto calorico.
La produzione del "Melone del Delta" è concentrata
soprattutto nei comuni di Porto Tolle, Taglio di Po ed Adria e
nel periodo che va da giugno ad agosto.
Dopo la raccolta il melone viene trasferito ai mercati ortofrutticoli
della zona dove, dopo esser stato confezionato ed apposto uno specifico
contrassegno, è pronto per la commercializzazione.
Il Radicchio rosso di Chioggia
Il radicchio rosso di Chioggia deriva da lunghe selezioni ed incroci
del Radicchio Variegato di Castelfranco; è così che
nel '34/'35 ha origine il "Variegato di Chioggia" e,
successivamente, intorno a 1950, il radicchio rosso.
Il radicchio rosso di Chioggia è di 2 tipi entrambi IGP:
- la tipologia precoce di medio-piccola pezzatura, coltivata
solamente nel litorale dei comuni di Rosolina e Chioggia dove
il clima è mitigato dalla vicinanza del mare;
- la tipologia tardiva di pezzatura medio-grande, , la cui produzione,
negli ultimi anni, è stata estesa ai comuni di Loreo,
Porto Viro e Taglio di Po.
Il radicchio di Chioggia ha forma tondeggiante e compatta, foglie
rosso vivo intatte e pulite e sapore leggermente amarognolo.
Ha proprietà nutritive importanti; é ricco di fibra
ed è per questo un ottimo regolatore intestinale, ha proprietà antiossidanti
e antiradicaliche, è ricco di vitamine, di calcio, fosforo
e magnesio ed ha proprietà diuretiche e depurative.
Per queste sue caratteristiche è indicato per chi soffre
di difficoltà digestive, insonnia, obesità e diabete.
Queste qualità fanno del radicchio rosso di Chioggia un
prodotto di largo consumo tant'è vero che ne vengono prodotte
60.000 tonnellate all'anno, esportate in tutta Europa.
Le carote di Chioggia
Le carote fresche si possono reperire in ogni periodo dell'anno
grazie all'agricoltura estensiva. La produzione di questo ortaggio
nella zona ha avuto inizio dagli orti di Chioggia e Rosolina
per diffondersi successivamente nella maggior parte dei terreni
del Delta che ancora una volta, con i suoi territori salini,
conferisce alla carota particolari caratteristiche organolettiche.
Alimento ricco di zuccheri, privo di grassi e di colesterolo,
le carote hanno un' elevato apporto di Vitamina C e Vitamina
A,a cui deve la sua tipica colorazione giallo-arancione. L'impiego
di questo ortaggio in cucina è inoltre particolarmente
indicato per le diete a basso contenuto calorico e per patologie
come l'anemia.
La cipolla bianca tonda di Chioggia
Le prime coltivazioni di cipolla nella zona coincidono con Chioggia
per poi espandersi a Rosolina e successivamente all'entroterra
grazie alla buona capacità di adattamento di questo ortaggio
ai vari terreni e aspetti climatici. Come per il radicchio, anche
la cipolla si divide in 2 tipologie:
- precoce; coltivata soprattutto a Rosolina e raccolta tra
aprile e maggio con sapore dolce e facile digeribilità.
La produzione è limitata e rappresenta per questo un prodotto
di nicchia;
- tardiva; raccolta da maggio a luglio dal sapore acre, ha ridotta
umidità e maggiore consistenza.
Ricca di sostanze aromatiche, la cipolla trova largo impiego
in cucina per insaporire ed è per questo motivo che ne vengono
immessi ogni anno sul mercato circa 700.000 quintali. Anche la
cipolla ha caratteristiche nutrizionali importanti, è infatti
ricca d'acqua, di vitamine, sali minerali, calcio, potassio e fosforo.
Aglio bianco Palesano
La coltura dell'aglio nel Delta è molto sviluppata soprattutto
nei comuni di Adria e Papozze, mentre, nell'intera provincia di
Rovigo i comuni interessati sono 30 in cui è coltivato il
90% dell'aglio veneto. L'aglio bianco Palesano ha un'elevata conservabilità ed è per
questo utilizzato non solo in cucina ma anche nella produzione
industriale, nella preparazione di preparati farmaceutici ed erboristici
grazie alle sue proprietà curative. La raccolta dell'aglio
avviene nei mesi di giugno- luglio e, prima della commercializzazione
il prodotto viene selezionato, lavato e raccolto in trecce o grappoli;
viene infine portato ai mercati ortofrutticoli dove avviene la
vendita. Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha inoltre
accolto la richiesta per l'ottenimento della Denominazione di Origine
Protetta per l'Aglio bianco Palesano.
La zucca
Frutto proveniente dal Perù e Messico è oggi diffuso
in tutto il mondo. Alle volte questo ortaggio può raggiungere
notevoli dimensioni ma, come gusto, quelle di dimensioni normali
sono senz'altro migliori. L'ortaggio ha forma voluminosa ed appiattita
con polpa di colore giallo - arancio dal sapore dolce e ricca di
semi bianchi in seguito tostati e salati. Anche i fiori della zucca
sono commestibili ottimi soprattutto se ripieni o grigliati come
antipasto o impiegati nella preparazione di torte salate. La zucca è da
sempre un ingrediente fondamentale della cucina polesana per i
molteplici modi in cui può essere impiegata come cotta al
forno, per preparare primi, contorni, dolci e confetture. La zucca è ricca
di vitamina A, Sali minerali ed ha proprietà antinfiammatorie,
rinfrescanti, diuretiche ed emollienti. Viene utilizzata anche
in ambito omeopatico perchè grazie agli acidi contenuti
al suo interno è indicata per la cura di strappi, distorsioni,
acne ed ulcere.
I frutti del mare
Gli allevamenti di mitili nel Delta
Le lagune...vasti specchi d'acqua dove il fiume ed il mare incontrano
le loro acque...è qui che si sviluppa una delle attività economiche
portanti del Delta: l'itticoltura.
Grazie alle miti temperature dell'acqua, alla continua ossigenazione
apportata dal ciclo delle maree ed alla presenza di nutrientii,
le lagune rappresentano l'habitat ideale per l'allevamento di Cozze e Vongole.
Le Cozze:
La raccolta di questo mitile si è sviluppata a partire dagli
anni '60 nella Sacca degli Scardovari, situata nella parte meridionale
del Delta, la cui formazione risale al 1840 a causa dell'avanzamento
verso il mare dei due rami del Po che attualmente la abbracciano,
il Po delle Tolle e il Po della Donzella e che si estende per circa
3.200 ettari.
La Sacca rappresenta infatti un golfo marino le cui acque salate
sono poco profonde, la profondità media è infatti
di 1.5 metri , racchiuso dalle ramificazioni del fiume.
A partire dagli anni '70, all'interno della Sacca si è passati
alla realizzazione di veri e propri allevamenti dei mitili.
L'allevamento ha inizio con la raccolta del seme trasferito successivamente
nei parchi di ingrasso dove viene sistemato in particolari reti
di nylon che vengono sospese nell'acqua e, localmente chiamate "pergolari".
Con la crescita del mitile i pergolari saranno prelevati, tagliati
e le cozze all'interno distribuite in nuovi pergolari.
Questo procedimento sarà fatto più volte, fino a
quando il mitile non avrà raggiunto la dimensione necessaria
per essere distribuito sul mercato.
La cozza qui allevata e della specie Mytilus galloprovincialis,
ha una buona commerciabilità,ne vengono immesse sul mercato
circa 132.000 tonnellate ogni anno, ma soprattutto è particolarmente
gustosa.
E' grazie a questi motivi che nel 1976 nasce il Consorzio Cooperative
Pescatori del Polesine diventato oggi un'importante realtà occupazionale
con ben 1.500 addetti e che rappresenta, in termini di occupati,
la maggior azienda della provincia di Rovigo.
Il Consorzio si occupa dell'organizzazione e gestione della produzione,
della raccolta e commercializzazione puntando sull'allargamento
del mercato e facendo leva su una produzione di qualità.
Questi sforzi hanno già dato i primi frutti; il Ministero
delle Politiche Agricole ha inserito "la cozza di Scardovari" nell'albo
dei prodotti tradizionali Italiani, un primo importante passo per "l'oro
nero" del Delta.
Le vongole
All'interno della Sacca degli Scardovari e nelle lagune del Veneto
comprese tra il Po di Maistra ed il Po di Goro, molto importante è anche
la produzione della vongola verace.
Negli ultimi anni in particolare è stata introdotta la vongola
verace filippina ( Tapes philippinarum Adams&Reeve) grazie
alla quale vi è stata una notevole crescita produttiva ed
economica e l'Italia è diventata il maggior produttore comunitario.
Questa specie si è subito adattata alle condizioni ambientali
in cui è stata introdotta ed inoltre mostra una elevata
capacità produttiva in termini quantitativi e qualitativi.
La raccolta delle vongole avviene mediante l'uso di rastrelli a
mano (draga manuale), nel Polesine vi è infatti un regolamento
interno che vieta l'uso di organi meccanici, un tipo di raccolta
particolarmente faticoso per il pescatore ma fondamentale per determinare
un impatto ambientale minimo ed arrecare un basso stress alle vongole
che mantengono così più a lungo freschezza e vitalità.
Le vongole raccolte vengono portate allo "Stabulario" di
Scardovari, dove il prodotto viene depurato,confezionato ed inviato
sul mercato.
Questa depurazione è necessaria per le vongole raccolte
in Sacca o Laguna, mentre, le vongole raccolte a mare possono essere
immesse direttamente sul mercato senza depurazione.
Anche la "vongola del Polesine" è stata inserita
nell'albo dei prodotti tradizionali Italiani ed il Consorzio Cooperative
Pescatori del Polesine sta pensando ad un marchio collettivo con
denominazione protetta gestito attraverso un Sistema di Qualità.
L'anguilla
L'Anguilla caratterizza da anni la pesca del Polesine perchè trova
nel Delta del Po il suo habitat ideale ed è per questo classificata
tra i prodotti agroalimentari tradizionali.
Le zone interessate della produzione sono le valli del delta del
Po e i comuni di Ariano nel Polesine, Porto Tolle, Porto Viro e
Rosolina.
L'anguilla è un pesce molto particolare sia per il suo aspetto
fisico, sia per le sue abitudini riproduttive.
Ha aspetto serpentiforme( dal quale deriva il nome, dal latino
anguis, ovvero serpente) con pinne pettorali corte e tondeggianti,
mandibola sporgente con bocca dotata di piccoli denti, pelle bruno-verdastro
e ventre giallo priva di squame e viscida e occhi tondeggianti.
Raggiunta la maturità sessuale, l'anguilla, percorre migliaia
di chilometri per raggiungere nell'oceano Atlantico il mar dei
Sargassi dove depone le uova che fecondate danno origine a tante
piccole larve trasparenti di pochi millimetri di lunghezza ( leptocefali).
Queste larve si dirigono istintivamente verso oriente raggiungendo
l'Europa dopo tre anni, e, solamente al quarto anno di vita, inizia
per loro la prima fase di mutazione, da larve assumono infatti
l'aspetto di piccole anguille ( ceche).
Successivamente le anguille risalgono i corsi dei fiumi e talvolta
arrivano sino ai laghi mentre la loro pelle inizia a pigmentarsi
ed aumentano di peso.
Dopo 9 anni per il maschio e 12 per la femmina, le anguille raggiungono
la maturità sessuale e, dopo un ulteriore mutazione, ricomincia
il ciclo riproduttivo.
Un'anguilla adulta femmina può raggiungere il metro e mezzo
di lunghezza, il maschio invece non supera mai i 50 centimetri.
L'anguilla si nutre, in giovane età, di piccoli animaletti
che trova sul fondo e, successivamente di piccoli pesci, uova,
rane, girini e vermi.
L'anguilla in cucina è un piatto prelibato; alla griglia,
marinata o in umido è molto ricercata per la sua carne particolarmente
saporita.
Viene consumata soprattutto nel periodo natalizio nel quale si
prediligono i Capitoni ovvero gli esemplari che superano i 50 centimetri.
I dolci frutti
Il miele del Parco
A pochi chilometri da Porto Viro, nel cuore del Parco
del Delta del
Po, lungo la strada provinciale 37, sorge il paese di Cà Cappellino.
Dal 1998 presso l'ex scuola elementare del paese, gli apicoltori del Delta in
collaborazione con l'amministrazione comunale di Porto Viro, hanno allestito
un Centro di Apicoltura.
All'interno si può visitare una mostra museo che porta il visitatore
alla scoperta della vita delle api nei suoi molteplici e affascinanti
aspetti, oltre che, alla conoscenze dei suoi preziosi prodotti: il miele, la
propoli, il polline, la pappa reale e la cera. Le scolaresche possono fare esperienza
nel laboratorio didattico con osservazioni al microscopio, visione di video,
prove di lavorazione della cera e osservazione diretta delle api nell'apiario
annesso al centro.
La sala di smielatura (locale igienicamente idoneo all'estrazione, maturazione
e invasettamento del miele) e il punto vendita presenti hanno permesso di riunire
sotto un unico marchio il miele prodotto nel parco, riconosciuto come Miele
del Parco del Delta del Po.
Le prassi igieniche e i regolamenti produttivi imposti agli apicoltori associati
, fanno si che il miele posto nel mercato dal centro offra al consumatore
la garanzia di acquistare un prodotto genuino, vergine e integrale.
Oltre alla divulgazione dell'apicoltura e alla vendita dei prodotti dell'alveare,
il centro offre assistenza tecnico professionale agli apicoltori locali e a
chiunque altro voglia intraprendere questa attività.
Il Centro di Apicoltura di Ca' Cappellino è aperto
tutte le domeniche e durante la settimana su prenotazione per visite guidate
a gruppi
e scolaresche.
Informazioni pervenute dal Centro di apicoltura di Ca' Cappellino |

|