Storia e Archeologia
Il Delta del Po è un'interessante area archeologica con
resti risalenti all'età
del Bronzo e alla civiltà etrusca.
Su tale territorio sono visibili anche diversi reperti del periodo romano,
medioevale
e della Serenissima.
Di notevole interesse sono inoltre le archeologie rurali ed industriali più recenti.
Diversi sono i "giacimenti" archeologici non ancora
riportati alla luce e valorizzati (ad esempio la "Mansio Romana" antica
stazione
di posta con abbeveratoio a Corte Cavanella).
I reperti archeologici più antichi del Polesine, risalgono all'età
del Bronzo Antico (XVIII-XVI sec. a.C..) e sono stati rinvenuti lungo
le vie Popilia ed Ania che collegavano Rimini ad Aquileia passando
per Adria.
Queste aree attualmente sono interrate e non visitabili.
Museo Archeologico Nazionale di Adria [1]
Vi sono esposti splendidi reperti etruschi e romani, come ceramiche dipinte,
delicati recipienti di vetro colorato, gioielli d'oro e d'ambra. Straordinaria
la biga con cavalli "del Lucumone".
San Basilio [3]
Vicino alla chiesetta romanica del XII secolo situata in cima ad una duna fossile,
un Centro di Documentazione conserva numerosi reperti archeologici rinvenuti
nella zona. Nelle vicinanze una gigantesca quercia di cui si ha notizia sin
dal 1580.
Museo Regionale della Bonifica
di Ca' Vendramin [4]
L'ex idrovora è uno dei più grandi e potenti impianti di sollevamento
delle acque dei primi del '900.
Nei pressi visibile anche un cippo di confine tra la Repubblica Veneta e lo
Stato Pontificio.
Via della Bonifica [4]
Si trova lungo la Valle Mea ora bonificata. Percepibile il processo evolutivo
nella tipologia delle case rurali; testimonianze di archeologia industriale
legate alla bonifica del territorio, alle estrazioni metanifere e alla regimentazione
delle acque.
Santa Maria in Punta [3]
Alla biforcazione tra il Po Grande di Venezia e il Po Piccolo di Goro, resti
dell'antico abitato e delle ultime fornaci, un tempo numerossime. |