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Realizzazione di un Parco Naturalistico Archeologico nel Delta del Po

Il patrimonio storico - archeologico racchiuso nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po è costituito da insediamenti risalenti ad epoche protostoriche.
La città di Adria, sede di un Museo Archeologico Nazionale, ha in quest'area il ruolo fondamentale di forte centro culturale.
Molti sono gli scavi e i ritrovamenti adriesi, fra i quali un abitato arcaico (sono stati portati alla luce resti di palafitte, tavolati lignei, ceramiche attiche e altro materiale etrusco), alcune necropoli preromane (gli scavi condotti nel '38 e '40 su oltre 400 sepolture di epoca preromana e romana hanno permesso di recuperare corredi funebri, in gran parte esposti negli spazi del museo, anfore greco - italiche, vasellame, suppellettili di uso domestico ed oggetti di ornamento personale), un abitato romano, una necropoli romana (di cui si sono recuperati i monumenti lapidei), ed un miliario della via Popillia che congiungeva la località San Basilio con Adria attraversando il territorio oggi del Comune di Corbola.
A circa 15 km da Adria, agli inizi del secolo scorso è stato rinvenuto uno degli avamposti sul mare degli etruschi di Adria. In località Ca' Zen sono stati infatti ritrovati reperti provenienti da sepolture etrusche e reperti di epoca romana (l'arco cronologico dei reperti di Ca' Zen è compreso tra il VI secolo a.C. e il I secolo d.C.).
Molto interessanti sono inoltre i centri di Corte Cavanella (Comune di Loreo) e San Basilio (Comune di Ariano nel Polesine), entrambi segnati sulla Tabula Peutingeriana (IV sec. d.C.) come stazioni di sosta della Via Popillia costiera, con i nomi di Mansio Fossis e Mansio Hadriani. Oltre che per la loro posizione strategica sulla via consolare e la loro localizzazione nell'immediato entroterra entro il cordone di dune di epoca protostorica, le due mansiones sono legate anche da caratteristiche comuni come, ad esempio, la presenza di una fornace in ambedue i siti, testimoniata dall'essiccatoio di San Basilio e dai materiali fittili di Cavanella prodotti con la locale tipica argilla grigia.
Allo stesso tempo i due siti si differenziano per il tipo di economia che si è sviluppata secondo la diversa posizione e la diversa conformità geologica del terreno su cui si trovano.
Per una completa e corretta lettura del territorio deltizio padano, rivestono fondamentale importanza i geositi rappresentati dall'allineamento dei cordoni dunosi fossili dei Comuni di Porto Viro e Rosolina.
Lo studio geomorfologico di queste forme fossili costituisce un valido supporto per la comprensione dell'evoluzione del paesaggio, del clima che lo ha determinato e la motivazione che ha spinto, fin dal periodo etrusco (V secolo a.C.), alla scelta di insediamenti costieri sui quali poi sono sorti i centri abitati del Basso Polesine.
In questo contesto si inserisce l'idea di un Parco Archeologico inteso come Sistema organico e coordinato di obiettivi, risorse e strategie gestionali.
L'obiettivo dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Porto Viro e Rosolina è comune: valorizzare i siti limitrofi (creando un polo di attrazione turistica che coinvolgerebbe indirettamente anche gli altri Comuni del Delta del Po), sottolineandone sia le tipicità che le corrispondenze, facendoli gravitare attorno al grosso polo culturale costituito dal Museo Archeologico Nazionale di Adria in una logica di "sistema", promozionandoli e coordinandoli quale risorsa per un turismo culturale di nicchia.
Come sinteticamente evidenziato sopra, il "sistema" poggia sostanzialmente su:

  • tre siti intorno ai quali si addensano le emergenze archeologiche (sino ad oggi note): l'area di Adria, l'area di S. Basilio e l'area di Cavanella;
  • un asse trasversale: il cordone dunoso fossile che attraversa da nord a sud l'intero territorio deltizio ed interessa i Comuni di Rosolina, Porto Viro (sono in corso di acquisizione alcune dune) ed Ariano.

Il progetto si articola in un insieme integrato di azioni di salvaguardia con acquisto di terreni archeologici o dune fossili, valorizzazione dell'area mediante marketing transfrontaliero, produzione di strumenti didattici e di materiale illustrativo, percorsi di visitazione e itinerari, collaborazioni/integrazioni con altri Enti Pubblici ed Istituzioni culturali, consulenze, studi e ricerche, strumentazioni tecnologiche e attrezzature di supporto, formazione tecnica (3.1.3), rinnovo, adeguamento e valorizzazione di infrastrutture, pubblicazioni, Interventi di restauro e di recupero, spese relative all'organizzazione di manifestazioni ed eventi, campagne informative, borse di studio e di ricerca, attrezzature di supporto
Tutto questo ha anche la funzione di preludio allo sviluppo occupazionale diretto (con profili professionali che permettano di trattenere nell'area tecnici qualificati) ed indiretto (legato al turismo culturale) prevedendo forti collegamenti con altri musei quali quello di Aquileia (UD), di Pirano e Capodistria (SLO).

Descrizione della cooperazione e dell'impatto transfrontaliero
Collegamento diretto con i Musei di Aquileia (UD), Pirano e Capodistria (SLO) con iniziative comuni nel settore della messa in rete delle iniziative, della valorizzazione comune dei rispettivi siti e della condivisione di studi e ricerche.
Inoltre si prevede di mettere in una rete virtuale utilizzando i rispettivi siti, il Visitors Center e il centro congressi e l'auditorium per promuovere iniziative tese alla pubblicizzazione delle manifestazioni di valorizzazione del patrimonio culturale ed archeologico, privilegiando gli scambi in tale ambito avendo come fulcro le rispettive realtà museali ed archeologiche.
Più in dettaglio si tratta di:

  1. attivare una cooperazione/coinvolgimento nella fase di progettazione tra i diversi partners
  2. condivisione e utilizzo comune degli obiettivi e risultati dell'iniziativa anche attraverso la rete creata e attraverso le azioni condivise
  3. contributo allo sviluppo di una valorizzazione storico/culturale e ambientale del territorio su beni appartenenti ad un patrimonio comune
  4. sviluppo transfrontaliero di servizi comuni attraverso la rete informativa del portale e i siti web previsti
  5. Condivisione di dati, studi e ricerche storico/culturali e di manifestazioni comuni
  6. Condivisione e cooperazione per la diffusione dei risultati delle iniziative comuni con un convegno finale
  7. Collaborazione interregionale, intersettoriale e interistituzionale sulla valorizzazione del patrimonio culturale, naturale e ambientale basata sull'attuazione dei vari interventi. Verrà privilegiato l'approccio ecocompatibile comune;
  8. Superamento delle barriere culturali, amministrative, giuridiche, sociali, formative, comunicazionali, con rafforzamento dei collegamenti stabili tra le regioni coinvolte;
  9. Miglioramento della competitività e della qualità della vita e delle opportunità occupazionali reciproche;
  10. Superamento delle barriere e delle condizioni di perifericità attraverso lo sviluppo sostenibile del territorio e la valorizzazione delle risorse umane;
  11. Strategie comuni per l'armonizzazione e integrazione dei sistemi;
  12. Maggiore visibilità del territorio tramite iniziative comuni che lo valorizzano;
  13. Potenziale di riproducibilità e trasferibilità dell'intervento;
  14. Continuazione della cooperazione anche dopo la conclusione del finanziamento Interreg.

Si precisa che ciascuno degli Enti e dei Comuni, realizzeranno direttamente l'intervento di loro competenza, cofinanziando la parte dell'intervento non coperta dal contributo del programma Interreg, pari al 30% dell'intervento medesimo, mediante l'utilizzo di risorse proprie.